Panni stesi

Le donne, più degli uomini, appendono i panni lavati ad asciugare. Molte di loro li appendono a fili che si trovano fuori da una finestra. Mentre lo fanno hanno un’aria concentrata, come se l’operazione richiedesse grande attenzione. A volte salutano qualcuno che passa di sotto e in certi casi si fermano a conversare. Poi riprendono il lavoro interrotto. Le loro braccia si muovono con grazia, nè lentamente nè velocemente. La fila esterna è la più dificile: per poterla raggiungere devono sporgersi, affidare tutto il loro peso alle punte dei piedi (come fanno le ballerine) e al davanzale, su cui appoggiano il ventre. E’ pericoloso. Alla fine tutti i panni sono appesi e le corde cariche di drappi colorati che, se soffia il vento, si muovono come bandiere, le bandiere di una famiglia, della sua vita (ogni famiglia ha panni caratteristici dell’attività che i suoi membri svolgono e della loro condizione sociale ed economica). Poi la donna rientra, ha finito la sua parte, può dedicarsi ad altre mansioni. Adesso tocca ai potenti raggi del sole chiudere bene il lavoro.

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